domenica 17 novembre 2013

I LEGIONARI DI CRISTO - recensione

Alberto Athié, José Barba, Fernando M. González - La voluntad de no saber. Lo que sí se conocía sobre Maciel en los archivos secretos del Vaticano desde 1944, Grijalbo-Random House Mondadori, Mexico D.F. 2012.

Il libro che vi presentiamo è stato pubblicato in castigliano con una tiratura di poche migliaia di esemplari nel marzo 2012 ed è significativamente intitolato La volontà di non sapere. Ciò che veramente si conosceva su Maciel negli archivi segreti del Vaticano dal 1944. Gli autori affrontano l'esame di questi documenti da tre punti di vista: Fernando M. González, sociologo e psicanalista, autore di un altro volume su Maciel, ne svolge l'illustrazione e la ricostruzione cronologica, offrendo considerazioni sull'atteggiamento e la reazione istituzionale della chiesa cattolica. Alberto Athié presenta l'esperienza personale, spirituale ed ecclesiastica vissuta negli ultimi 20 anni circa (esperienza che lo condusse ad abbandonare il sacerdozio di fronte al muro di omertà e silenzi eretto intorno alle sue denunce nei confronti del caso Maciel e in generale degli abusi sui minori nella chiesa). José Barba (legionario di Cristo dagli 11 ai 24 anni e in seguito docente universitario) riferisce l'iter di denuncia alla Santa Sede dei crimini di Maciel da lui personalmente seguito negli ultimi 15 anni.

sabato 11 maggio 2013

I LEGIONARI DI CRISTO – IL CASO DI PADRE PABLO PÉREZ GUAJARDO


I “Legionari di Cristo” sono una congregazione sacerdotale nata in Messico nel 1941, fondata dal sacerdote Marcial Maciel Degollado. Sono saliti all’ “onore” delle cronache negli ultimi anni proprio a causa del fondatore Maciel; accusato di abusi sessuali alla fine degli anni ’90 da un gruppo di ex Legionari, nel 2006 è stato “punito” dal Vaticano, che ha così riconosciuto la fondatezza delle accuse. Quello dei Legionari non è stato uno scandalo come tanti altri. Innanzitutto perché i Legionari di Cristo negli anni ’90 si presentavano – assieme al loro braccio laicale, il movimento Regnum Christi – come una delle realtà cattoliche più dinamiche, in crescita a livello vocazionale e influenti all’interno del Vaticano. In secondo luogo perché grazie a queste “benemerenze” e soprattutto grazie a una fitta rete di rapporti tessuta da Maciel con altissimi esponenti della curia romana e della Chiesa latino-americana, la difesa dei Legionari di Cristo e del loro fondatore è stata coriacea e trasversale. L’indagine vaticana si è sbloccata poco prima che Joseph Ratzinger venisse eletto pontefice ed è stata portata a termine, tra il 2005 e il 2006, dal maltese Charles Scicluna, quando era procuratore di giustizia della Congregazione per la dottrina della fede.

sabato 15 dicembre 2012

LA LETTERA DI VICTOR

L'articolo di Emanuela Provera è stato pubblicato anche su www.cadoinpiedi.it il 9 dicembre 2012


Victor è morto il 21 agosto, a 32 anni. Chiese l’ammissione all’Opus Dei come aspirante numerario, con l’intenzione di diventare membro celibe. Poco più di un anno e mezzo prima di morire inviò una lettera ad Agustina L. de los Mozos, amministratore del sito opuslibros.org, nella quale si rivolgeva a un suo direttore spirituale, don Antonio, per salutarlo. Probabilmente Victor voleva consegnare al mondo il suo testamento spirituale. Don Antonio è un sacerdote numerario dell’Opus Dei che lo conobbe da giovane e accompagnò nel percorso di avvicinamento all’istituzione.
Non sono chiare le circostanze che hanno provocato la sua morte, alcuni ci hanno riferito che si è suicidato, la prelatura è propensa a tutelare la riservatezza della famiglia di Victor mantenendo il riserbo. La lettera rivela chiaramente che Victor era affetto da depressione, lui stesso riferisce “tenía fuertes ataques de ansiedad y no podía controlar las ideas de suicidio”. La coercizione della coscienza, cui si riferisce Victor, è un’abitudine nel proselitismo condotto dalla prelatura. Sono infatti tante le vite segnate da problemi psicologici insorti a seguito delle esperienze manipolatorie subite durante la permanenza nell’Opus Dei.
Una ragazza che commenta la lettera, per fare solo un esempio, scrive: “Anch’io, come Victor, ho chiesto l’ammissione all’Opera da adolescente e ho sofferto le molestie della mia direttrice spirituale quando ho deciso di andarmene...[..] Anch’io ho desiderato morire ma grazie a Dio e alla medicina quel momento passò anche se ha lasciato una ferita emotiva che segna la mia vita affettiva”.
Questa è la lettera di Victor, tradotta in italiano: